giovedì 17 novembre 2011

Evasione Fiscale

Nella scienza delle finanze il termine evasione fiscale indica tutti quei metodi volti a ridurre o eliminare il prelievo fiscale da parte dello Stato sul contribuente attraverso la violazione di specifiche norme fiscali da parte di quest'ultimo.

Tipicamente avviene attraverso operazioni di vendita effettuate senza emissione di fattura, ricevuta o scontrino fiscale (le cosiddette vendite "in nero") oppure attraverso false dichiarazioni dei redditi con conseguente mancata o errata dichiarazione fiscale e successivo mancato versamento dell'imposta realmente dovuta.
Fonte Wikipedia, link qui

Prima di parlare di evasione vorrei  porre l'attenzione su quante sono le tasse che gli italiani pagano?

Normalmente (prendondo per esempio una base imponibile di 1.000€) lo stato può chiederle in tre modi:
tramite il mio reddito e quindi con l'irpef,iva o qualche patrimoniale scoraggiando la mia voglia di lavorare, tramite il consumo influisce sulla mia scelta a parita di reddito risparmio o consumo freno la domanda di beni, se lo stato tassa il patrimonio e la base imponibile che meno mi scoraggia nelle scelte quotidiane che producono crescita. 


I trubuti
L'Imposta: viene applicata quando un soggetto produce reddito o detiene un bene e non  è legata alla richiesta di un servizio statale (IRAP, IRPEF, ICI, ecc.)
La tassa: si concretizza, a differenza della precedente, come pagamento per un servizio richiesto (occupazione di suolo pubblico, tassa sui rifiuti, ecc.).

Le imposte si differenziano in dirette e indirette
Dirette sono quelli che colpiscono direttamente la ricchezza, quando questa esiste già come un bene (es. il patrimonio) o quando viene prodotta con un servizio o una prestazione (il reddito)
Le imposte dirette non si trasferiscono, quindi non provocano una variazione dei prezzi dei prodotti o dei fattori, ovvero non vi è divario fra prezzi netti per il produttore e prezzi pagati dal consumatore

Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF)  
Il presupposto dell'imposta è il possesso di redditi, in denaro o in natura, rientranti in una delle seguenti categorie: redditi fondiari, redditi di capitale, redditi di lavoro dipendente, redditi di lavoro autonomo, redditi di impresa, redditi diversi. È un'imposta progressiva, in quanto colpisce il reddito con aliquote che aumentano in relazione agli scaglioni di reddito, ed è di carattere personale, essendo dovuta, per i soggetti residenti sul territorio dello Stato, per tutti i redditi posseduti, anche se prodotti all'estero.
Imposta sul reddito delle società (IRES)
L'IRES è una imposta proporzionale e personale con aliquota del 27,50 % (fino al 2007 l'aliquota era il 33%)[1], avente come oggetto il reddito percepito da:
1.Società di capitali, società cooperative e società di mutua assicurazione residenti nel territorio dello Stato;
‪2.‬Enti pubblici ed enti privati, diversi dalle società, nonché i trust, residenti nel territorio dello Stato che hanno, come oggetto esclusivo o principale, l'esercizio di attività commerciale;

‪3.‬Società ed enti di qualsiasi tipo, compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato.
Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP)
è stata istituita con il decreto legislativo 15 dicembre 1997 n.446. Con la Finanziaria 2008 assume la natura di imposta propria della Regione e, nella sua applicazione più comune, colpisce il valore della produzione netto delle imprese ossia in termini generali il reddito prodotto al lordo dei costi per il personale e degli oneri e dei proventi di natura finanziaria.È l'unica imposta a carico delle imprese che è proporzionale al fatturato e non applicata all'utile di esercizio. Il suo gettito finanzia il 40% della spesa sanitaria italiana (ottobre 2009)

Canone RAI
Il canone televisivo o canone RAI è un'imposta sulla detenzione di apparecchi atti od adattabili alla ricezione di radioaudizioni televisive, indipendente dalla reale fruizione o dalla volontà di fruire del servizio. Le entrate dello Stato derivanti da questa imposta sono devoluti direttamente alla RAI
Imposta Comunale sugli Immobili (ICI)
non più dovuta sulla prima casa
L'Imposta comunale sugli immobili meglio nota con l'acronimo "ICI" è un tributo comunale che grava sui fabbricati e sui terreni agricoli ed edificabili della Repubblica Italiana.
L'ICI è un'imposta sul patrimonio immobiliare; non è progressiva come le imposte sul reddito, ma grava sul valore del fabbricato con una percentuale fissa decisa dal Comune con un'apposita delibera del Consiglio Comunale, da emanarsi entro il 31 dicembre di ogni anno con effetto per l'anno successivo


Sono indirette le imposte che colpiscono la ricchezza nel momento in cui viene trasferita (es. la vendita di un bene) o viene consumata (es. fruizione di un servizio o di una prestazione): le imposte indirette pertanto si trasferiscono da chi è tenuto a pagarle per legge ad altri soggetti. Tali imposte possono portare ad un divario tra prezzi netti per il produttore e prezzi pagati dal consumatore

Imposta di registro

Essa è dovuta innanzitutto al momento della registrazione di determinati atti giuridici presso l'Agenzia delle Entrate (prima dell'unificazione degli uffici fiscali la registrazione era effettuata presso l'Ufficio del Registro).
 Si presenta come tributo avente natura di tassa, quando è correlata all'erogazione di un servizio da parte della pubblica amministrazione, di imposta quando è determinata in proporzione al valore economico dell'atto o del negozio
Accisa
Per accisa si intende una imposta sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo, è un tributo indiretto che colpisce singole produzioni e singoli consumi. In Italia le accise più importanti sono quelle relative ai prodotti energetici,all'energia elettrica, agli alcolici e ai tabacchi. L'accisa è un'imposta che grava sulla quantità dei beni prodotti, a differenza dell'IVA che incide sul valore. L'accisa concorre a formare il valore dei prodotti, ciò vuol dire che l'IVA sui prodotti soggetti ad accisa grava anche sulla stessa accisa.
L'elenco completo comprende le seguenti accise per il carburante:
  • 0,1 centesimi di euro (1,90 lire) per la guerra di Abissinia del 1935;
  • 0,7 centesimi di euro (14 lire) per la crisi di Suez del 1956;
  • 0,5 centesimi di euro (10 lire) per il disastro del Vajont del 1963;
  • 0,5 centesimi di euro (10 lire) per l'alluvione di Firenze del 1966;
  • 0,5 centesimi di euro (10 lire) per il terremoto del Belice del 1968;
  • 5,1 centesimi di euro (99 lire) per il terremoto del Friuli del 1976;
  • 3,9 centesimi di euro (75 lire) per il terremoto dell'Irpinia del 1980;
  • 10,6 centesimi di euro (205 lire) per la missione in Libano del 1983;
  • 1,1 centesimi di euro (22 lire) per la missione in Bosnia del 1996;
  • 2,0 centesimi di euro (39 lire) per rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004;
  • 0,5 centesimi di euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
  • 0,71 a 0,55 centesimi di euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
  • 4,0 centesimi di euro per far fronte all'emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011;
  • 0,89 centesimi di euro per far fronte all'Alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;
  • 8,2 centesimi di euro per il decreto "Salva Italia" nel dicembre 2011.
A ciò si somma l'imposta di fabbricazione sui carburanti, per un totale finale di 70,42 centesimi di euro per la benzina e 59,32 per il diesel. Su queste accise viene applicata anche l'IVA al 21%, che grava per circa 15 centesimi di euro nel primo caso e 12 nel secondo. 
Inoltre, dal 1999, le Regioni hanno la facoltà di tassare i carburanti.
Al momento circa il 60% del prezzo al consumo della benzina è costituita da tasse e accise varie. Nel settore si parla di prezzo euro/lt per intendere il prezzo comprensivo delle accise e imposta assolta, si parla di prezzo euro/lt Siva per intendere assolte le accise ma non assolta l'IVA (Siva = Senza IVA), si parla infine di prezzo euro/lt SIF/Siva per intendere il prezzo del prodotto senza aver assolto le accise e l'imposta. 
Prodotto
(1.000 litri)
Prezzo
al consumo
AccisaIVATotale
Imposte
Prezzo
Netto
Sif/Siva
Benzina senza piombo1.673,50704,20290,44994,64678,86
Gasolio auto1.653,99593,20287,06880,26773,73
GPL auto740.39147,27128,50275,77464,62
Gasolio riscaldamento1.405,38403,21243,91647,12758,26
Prezzi medi convenzionali in euro per 1.000 litri (19 dicembre 2011)




Imposta ipotecaria
a seguito di atti di compravendita, donazione, successione, iscrizioni ipotecarie e costituzione di usufrutto o altri diritti, sono soggette alla imposta ipotecaria.
L'aliquota normale per l'imposta ipotecaria è il 2%.
 È del 3% l'imposta ipotecaria per le cessioni di fabbricati strumentali soggetti Iva, (dal 05-07-2006 DL.223, convertito da L.248 del 040806).
 È del 3% l'imposta ipotecaria per le cessioni di immobili in piani urbanistici particolareggiati, (articolo 1 comma 26 Legge 24 dicembre 2007, n. 244).
 È del 1% l'imposta ipotecaria per le rinnovazioni ipotecarie.
 È del 0,50% l'imposta ipotecaria per le cancellazioni ipotecarie.
 È in genere fissa (pari quindi alla fissa dell'imposta di registro) in presenza di agevolazioni o in casi particolari.

Imposta catastale
Le volture catastali, a seguito di atti di compravendita, donazione, successione sono soggette alla imposta catastale.
L'aliquota normale per l'imposta catastale è 1%.

Imposta di bollo 
è una imposta applicata alla produzione, richiesta o presentazione di determinati documenti
Questo decreto è composto da: una quarantina di articoli di legge.
Questa legge stabilisce se e quanto bisogna pagare di bollo negli atti, nei documenti, nelle denunce e nelle domande che si producono, si richiedono o si presentano a qualche ufficio o ente.
Per fare qualche es. riferendosi alla realtà quotidiana, questa legge stabilisce che a gennaio/2008:
La marca da bollo da applicare a una domanda, una denuncia, un ricorso o un certificato è di euro 14,62
La marca da bollo da applicare a una ricevuta senza IVA di importo superiore a 77,47 euro è di euro 1,81
L' imposta di bollo che il notaio applica a una compravendita immobiliare è di euro 230,00
L' imposta di bollo da applicare a una cambiale è il 12 per mille del suo importo

Imposta sulle pubblicità 
Nel sistema fiscale italiano, l'imposta comunale sulla pubblicità consta di una tariffa a metro quadro esposto, deliberata dal Comune nel rispetto dei limiti della sua classe di appartenenza (definita in base al numero di abitanti)


Imposta sulle successioni

Imposta sulle assicurazioni

Imposta sul valore aggiunto (IVA) 
L'imposta sul valore aggiunto, in acronimo IVA, è un'imposta che colpisce solo il valore aggiunto di ogni fase della produzione, scambio di beni e servizi. Attualmente è in vigore in sessantatré paesi.
Attraverso un sistema di detrazione e rivalsa (addebito), l'imposta grava completamente sul consumatore finale mentre per il soggetto passivo d'imposta (l'imprenditore e il professionista) rimane neutrale
L'IVA pertanto rappresenta un costo solamente per i soggetti che non possono esercitare il diritto alla detrazione e quindi, in generale, per i consumatori finali.

l'iva nelle ipotetiche spese di un normale cittadino
Automibile,                            1/5 durata media 5 anni    2.500,00 
vacanze,                                  800,00
beni non alimentari                 1342,00
beni alimentari,                       1342,00
divertimenti                            1000,00
vestiario                                   800,00
manutenzione casa                   500,00
telefono                                   500,00
riscaldamento                         1000,00
elettricità                                 500,00



giovedì 10 novembre 2011

La nostra politica


                                                                   Politica
Punti da tenere sotto controllo:

  1. Eliminanre una delle due camere e comporne una di circa 500 persone, (oggi da un minimo  di 945) ovviamente immagino che la nuova camera agisca con una maggioranza qualificata (2/3).
  2. Divieto di essere eletti per più di due mandati per la stessa carica
  3. Riduzione e cancellazione di numerosi privilegi  (FS, Aerei, Autostrada,Spettacoli (calcio teatro ecc.),  
  4. Diaria,  come qualsiasi lavoratore
  5. Rimborso spese al rapporto eletto ed elettori, cancellazione
  6. Assegno di fine mandato, cancellazione (o perlomeno solo se effettivamente si esce dal mondo politico appunto per far si che che si agevoli il politico ad rientrare nel mondo del lavoro)
  7. Assegno vitalizio (Cancellare, conteggiare la pensione come qualsiasi  cittadino)                                             
  8. Auto blu, Ridurli di gran lunga
  9. Contributi partiti e gionali , cancellazione                                                                       

Qui i costi della politica



Stipendi dei Deputati 
Indennità parlamentare è pari a 5.486,58 euro, al netto delle 
Ritenute previdenziali (€ 784,14) 
Assistenziali (€ 526,66) 
Quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.006,51) 
Ritenuta fiscale (€ 3.899,75).
Tot. Lordo  € 11.703,64   
Diaria:
Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma e ammonta a 4.003,11 euro mensili
Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata
Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori:
A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza. Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.
Spese di trasporto e spese di viaggio:
I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. I deputati, qualora si rechino all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro
Spese telefoniche:
I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro
Assistenza sanitaria:
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.
Assegno di fine mandato:
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).
80% di 11.703,64=9.362,91 x 5 anni Tot. legislatura = € 46.814,55  (Ho capito bene!!!)
Assegno vitalizio: 
Anche in questo caso, il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro - della propria indennità lorda.
Il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti

Riepilogo mensile
Ind. parlamentare        € 11.703,64
Diaria                         €   4.003,11
Rimborso                   €   4.190,00
Sp. Trasp.                  €   3.323,70 / 3    = 1107,90
Sp. Telef.                   €   3.098,74 / 12 =  258,23
Ass. Sanit.                 (praticamente con i 526 detratti dal lordo 11703)
Ass. fine mandato      46.814,55 / 60 = 780,24
Totale  € 22.043,12     NON VA BENE 

cmq i dati aggiornati li trovati qui
                                                      ---------------------------          

Stipendi dei Senatori
L'Indennità  è pari a 5.419,46 euro, al netto delle 
Ritenuta fiscali (€ 3.555,63) 
Quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 962,42)
Assegno di solidarietà  (€ 749,79) 
Assistenziali (€ 503,59) 
Nel caso di scelta reversibilità l'indennità scende a 5.178,86 euro
Tot. Lordo  € 11.190,89   

Diaria:
Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n. 1261 del 1965. La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 258,23 euro per ogni giorno di assenza del Senatore dalle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni qualificate e verifiche del numero legale. È considerato presente il Senatore che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata
Rimborso per spese inerenti i supporti per lo svolgimento del mandato parlamentare:
A titolo di rimborso forfettario per le spese sostenute per retribuire i propri collaboratori e per quelle necessarie a svolgere, anche nel collegio elettorale, il mandato parlamentare, al Senatore è attribuita una somma mensile di 4.678,36 euro, in parte (35% pari a 1.637,43 euro) erogata direttamente al Senatore medesimo ed in parte (65% pari a 3.040,93 euro) erogata al Gruppo parlamentare di appartenenza. Ai Senatori non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali

Spese di trasporto e spese di viaggio:
I Senatori usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza a Roma, è previsto un rimborso spese annuo pari a 13.293,60 euro, per il Senatore che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto o la stazione ferroviaria più vicina al luogo di residenza, ed a 15.979,18 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. Per i Senatori residenti a Roma ed eletti in collegi del Comune di Roma, il rimborso è corrisposto nella misura di 6.646,80 euro. Ad ogni Senatore è corrisposta, a titolo di rimborso, una somma forfettaria annua di 3.100 euro, a fronte delle spese sostenute per viaggi internazionali di aggiornamento.

Spese telefoniche:
I Senatori dispongono di una somma annua di 4.150 euro per le spese telefoniche.

Assistenza sanitaria integrativa:
E' previsto il rimborso delle spese sanitarie ai Senatori (anche cessati dal mandato ovvero ai titolari di trattamento di reversibilità, nonché ai rispettivi familiari) iscritti al servizio di Assistenza Sanitaria Integrativa nei limiti dell'apposito Regolamento, approvato dal Consiglio di Presidenza. Gli iscritti versano un contributo commisurato alle competenze mensili lorde (4,5% per i Senatori in carica; 4,7% gli altri) e quote aggiuntive per i familiari.
Trattenuta per l'assegno di solidarietà (a fine mandato):
Il Senatore versa mensilmente, ad un apposito Fondo, una quota pari al 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari ora a 749,79 euro. Al termine del mandato parlamentare, il Senatore riceve l'assegno di solidarietà (anche denominato "di fine mandato"), che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).
80% di 11.190,89=8.952,71 x 5 anni Tot. legislatura = € 44.763,55  (Ho capito bene!!!)

Trattenuta per l'assegno vitalizio:
il Senatore versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari ora a 962,42 euro, più il 2,15 per cento, come quota aggiuntiva per la reversibilità, pari a 240,60 euro - della propria indennità lorda
il Senatore riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età è ridotto al 60° anno ove siano state svolte più legislature
L'importo dell'assegno vitalizio varia da un minimo del 25 per cento ad un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.

Riepilogo mensile
Indennità                    € 11.190,89
Diaria                         €   4.003,11
Rimborso                   €   4.678,36
Sp. Trasp.                  € 13.293,60 / 12   = 1107,80
Sp. Telef.                   €   4.150,00 / 12   =   345,83
Ass. Sanit.                
Ass. fine mandato      44.763,55 / 60 = 746,06
Totale  € 22.072,05    NON VA BENE  

cmq i dati aggiornati li trovati qui
                                                   
Che dire considerando che uno stipendio medio di un operaio è di circa € 1.300,00 mensile netti
 
                                -------------------------------------
              
Gli assessori regionali guadagnano tra gli 8.000,00€ e i 12.000,00€ netti al mese
Gli assessori provinciali guadagnano tra i 4.000,00€ e i 7.000,00€ netti al mese
I sindaci guadagnano tra i 2.000,00€ e i 4.000,00€ netti al mese
Gli Europarlamentari guadagnano circa 5.000,00€ al mese netti più le indennità di presenza giornaliera           ( 250,00€) più altri rimborsi spese. 

 e fin qui mi sembra semplice capire ed eventualmente intervinere ma... 
Dallo studio della segreteria della Uil 
"Sono oltre 1,3 milioni le persone che vivono direttamente, o indirettamente , di Politica. 1.032 parlamentari nazionali ed europei, ministri e sottosegretari; 1.366 presidenti, assessori e consiglieri regionali; 4.258 presidenti, assessori e consiglieri provinciali; 138.619 sindaci, assessori e consiglieri comunali. circa 145.000                                                                   
 A questi vanno aggiunti gli oltre 12 mila consiglieri circoscrizionali (8.845 nelle sole città capoluogo); 24mila persone nei Consigli di Amministrazione delle 7mila società, Enti, Consorzi, Autorità di Ambito partecipati dalle Pubbliche Amministrazioni; quasi 318 mila persone che hanno un incarico o una consulenza elargita dalla Pubblica Amministrazione; la massa del personale di supporto politico addetto agli uffici di gabinetto dei Ministri, Sottosegretari, Presidenti di Regione, Provincia, Sindaci, Assessori Regionali, Provinciali e Comunali; i Direttori Generali, Amministrativi e Sanitari delle ASL; la moltitudine dei componenti dei consigli di amministrazione degli ATER e degli Enti Pubblici.                                                                                      Per il funzionamento degli Organi dello Stato centrale (presidenza della Repubblica, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e Corte Costituzionale, Presidenza del Consiglio, Indirizzo politico dei Ministeri) secondo il Bilancio preventivo dello Stato, quest’anno i costi saranno di oltre 3,2 miliardi di euro (82 euro medi per contribuente).
Per gli Organi di Regioni, Province e Comuni (funzionamento Giunte e Consigli) i costi ammontano a 3,3 miliardi di euro (85 euro medi per contribuente).
Per il funzionamento della Presidenza della Repubblica, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e Corte Costituzionale, per il 2011, sono previste spese per quasi 2 miliardi di euro. ecc.
link dell'articolo completo qui                                                                                                                                                                                                                                                                   



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Il trucco degli onorevoli
"Stipendi come l'Ue"

L'imperativo degli onorevoli è chiudere in fretta la questione. L'ondata di antipolitica è evidente e i toni sono già troppo alti. Dunque tra pochi giorni gli uffici di presidenza di Camera e Senato ritoccheranno gli stipendi dei parlamentari. La parola d'ordine è «adeguamento», che non significa riduzione. Sì perché è passato il principio che i compensi degli onorevoli italiani debbano essere nella media degli altri Paesi dell'Unione europea. Sulla carta l'idea funziona. Ma andando a confrontare gli stipendi la musica cambia. Deputati e senatori italiani, infatti, guadagnano più o meno come i colleghi degli altri Paesi. La differenza è che in Francia, Germania o a Bruxelles tanti servizi sono pagati e gestiti dal Parlamento e non direttamente dagli onorevoli. Lo stipendio vero e proprio si chiama «indennità» e ammonta precisamente a 5.486,58 euro netti al mese. La cifra è la stessa anche negli altri Paesi dell'Ue: 5.677 netti al mese per i deputati francesi, 6.350 per gli inglesi, 7.668, ma lordi, per i tedeschi. Un parlamentare europeo gaudagna, invece, 6.083,91 euro netti al mese. Ciò che fa lievitare lo stipendio degli onorevoli nostrani fino a 12 mila euro (non considerate le indennità aggiuntive come quelle dei presidenti di Commissione, dei segretari d'Aula o dei questori) sono le altre dotazioni: 4 mila euro al mese (ora ridotti a 3.500) di diaria, che serve a coprire le spese di soggiorno a Roma e 4.190 euro al mese per il «Rapporto eletto-elettori», utilizzati per pagare gli eventi politici e la segreteria (uno o due assistenti). A questi soldi si aggiungono i 3 mila euro all'anno per le spese telefoniche e i rimborsi per i trasferimenti da e per l'aeroporto. I viaggi, ovviamente, sono gratis. Tutti. Ogni onorevole, infatti, ha una tessera «magica». Funziona più o meno così pure negli altri Paesi, anche se la gestione è centralizzata: sono i singoli Parlamenti a pagare assistenti, uffici e trasporti ai deputati. Un sistema più trasparente visto che spesso alla Camera e al Senato i «portaborse» ricevono un compenso bassissimo. Stessa storia per i soldi che i parlamentari dovrebbero spendere per le iniziative politiche nel loro collegio di elezione. I fondi arrivano puntuali ogni mese, anche se la legge elettorale ha cancellato da tempo i collegi e dunque il rapporto con gli elettori. Salvo poche eccezioni. L'indennità dei parlamentari è equiparata allo stipendio dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione e prevede dodici mensilità. È leggermente più alta per i senatori (circa 200 euro al mese). Dal 2008 gli aumenti automatici sono bloccati. I deputati e i senatori hanno avuto finora un unico grandissimo vantaggio rispetto a quelli degli altri Paesi dell'Ue: il vitalizio. Il triplo rispetto a Francia, Germania e Gran Bretagna. Ancora di più rispetto ai parlamentari europei, a cui spetta una miseria. Invece in Italia è stato possibile andare in pensione anche a 50 anni con una sola legislatura alle spalle (5 anni) con 2.500 euro al mese. Fino a pochi anni fa andava ancora peggio: ci sono stati onorevoli che hanno ottenuto il vitalizio con un solo giorno di legislatura. Come vincere la lotteria. Ma le norme sono cambiate. Dal 1° gennaio 2012 anche i parlamentari passeranno al sistema contributivo, come tutti gli altri comuni mortali. Dunque gli attuali inquilini di Montecitorio e Palazzo Madama avranno un vitalizio leggermente inferiore (2.300 euro) mentre dalla prossima legislatura la pensione baby scomparirà. Dunque nei prossimi giorni gli onorevoli si «adegueranno» ai colleghi europei. Quindi, nella migliore delle ipotesi, rinunceranno a poche centinaia di euro al mese. Un trucco. Il provvedimento opportuno sarebbe piuttosto dimezzare il numero dei parlamentari o tagliare gli stipendi veramente, guadagnando di meno della media europea. Come succede a un operaio, a un professore o a un impiegato italiani. Categorie ben lontane dalla speranza di ottenere un «adeguamento» all'Ue.

Alberto Di Majo 
IL TEMPO.IT

13/12/2011



31/01/2012
Anocra oggi tutti ne parlano ma nessuno fà niente,
  • per tagliare il 50% dei parlamentari, 
  • per togliere i vitalizi, Leggi qui
  • per abolire il finanziamnto pubblico a partiti, Leggi qui
  • per abolire il finanziamento ai giornali, Leggi qui
  • per far si che ogni politico abbia la sua busta paga e basta senza fronzoli o rimborsi forfettari o addirittura rimborso per i compensi ai collaboratori e soprattutto basta al fatto che sono loro a decidere quando e quanto guadagnare, Leggi qui
  • per la non candidatura a più di 2 legislature,