"Il reddito minimo garantito" proprio in questi giorni se ne parla in ITALIA nella persona del ministro Fornero la quale sostieneche
Basterebbero 8 miliardi per attuare la misura
Non si spiega altrimenti il ritardo su una misura che garantirebbe a più persone un reddito minimo. Secondo Fumagalli le attuali forme di sostegno al reddito in caso di perdita involontaria del posto di lavoro riescono infatti «a coprire meno del 25% delle persone che si trovano in questa situazione e quasi tutto il mondo del precariato ne è escluso».
UNA POLITICA DI ASSISTENZA AL REDDITO. Un limite a cui si aggiunge che in Italia manca qualsiasi distinzione tra politiche di previdenza e di assistenza al reddito. «Queste ultime dovrebbero essere invece finanziate con la fiscalità generale dello Stato anziché essere parzialmente coperte con il bilancio dell'Inps», osserva Fumagalli.
Inoltre molti hanno sempre rifiutato l'idea di elargire un reddito minimo garantito per una questione di cassa. Ma in realtà quanto costerebbe una misura di questo genere?
GARANTIRE IL MINIMO DI 600 EURO AL MESE. Nel numero uno della rivista Quaderni di San Precario gli economisti hanno fatto una stima secondo la quale arrivare a garantire a tutti i residenti in Italia un livello di reddito pari alla soglia di povertà relativa (che è di circa 600 euro al mese, con variazioni a secondo della regione), richiederebbe al massimo 25 miliardi di euro.
«La misura però», sottolinea Fumagalli, «sostituirebbe una serie di aiuti frazionati che già lo Stato stanzia per una cifra di circa 15 miliardi». Quindi facendo i conti, il costo netto sarebbe «di 7-8 miliardi di euro, una cifra abbastanza abbordabile».
UNA POLITICA DI ASSISTENZA AL REDDITO. Un limite a cui si aggiunge che in Italia manca qualsiasi distinzione tra politiche di previdenza e di assistenza al reddito. «Queste ultime dovrebbero essere invece finanziate con la fiscalità generale dello Stato anziché essere parzialmente coperte con il bilancio dell'Inps», osserva Fumagalli.
Inoltre molti hanno sempre rifiutato l'idea di elargire un reddito minimo garantito per una questione di cassa. Ma in realtà quanto costerebbe una misura di questo genere?
GARANTIRE IL MINIMO DI 600 EURO AL MESE. Nel numero uno della rivista Quaderni di San Precario gli economisti hanno fatto una stima secondo la quale arrivare a garantire a tutti i residenti in Italia un livello di reddito pari alla soglia di povertà relativa (che è di circa 600 euro al mese, con variazioni a secondo della regione), richiederebbe al massimo 25 miliardi di euro.
«La misura però», sottolinea Fumagalli, «sostituirebbe una serie di aiuti frazionati che già lo Stato stanzia per una cifra di circa 15 miliardi». Quindi facendo i conti, il costo netto sarebbe «di 7-8 miliardi di euro, una cifra abbastanza abbordabile».
La mia considerazione, mi sembra troppo bello per essere vero finalmente un gesto che permeterebbe a qualsiasi individuo la libertà quindi mi sembra un grande gesto di civiltà. (specialmente pensado a quante risorse vengono sprecate o indirizzate solo su alcuni)
Il reddito minimo garantito è una forma di sostegno economico alla persona, che consiste nell'erogazione di un reddito di valore unico nei confronti di tutti i cittadini di un paese, indipendentemente dal loro reddito da lavoro, patrimonio o status professionale. Il fine è quello di consentire a ciascuno di soddisfare i propri bisogni di base (quali mangiare, avere una casa, vestirsi ed acquisire determinati beni culturali di base) e permettere così agli individui di gestire la propria vita più liberamente.
Caratteristiche tipiche del reddito minimo garantito sono quelle di essere:
inalienabile e incondizionato: al contrario, ad esempio, dell'indennità di disoccupazione, che è condizionata alla ricerca di un lavoro;
cumulabile con un reddito da lavoro;
corrisposto alle persone fisiche e non alla famiglia, così da promuovere l'autonomia dell'elemento più debole della famiglia, anziché il benessere della famiglia intesa come entità indivisibile.
Sinonimi sono: reddito minimo, reddito di cittadinanza, reddito sociale garantito, reddito universale, reddito minimo di esistenza.
La situazione in Europa
In Europa, solo Italia e Grecia non hanno mai introdotto, finora, il reddito minimo garantito, nonostante le ripetute prese di posizione del Parlamento europeo a favore di provvedimenti analoghi. Ecco come funziona nei principali paesi.
Francia - Si chiama "Revenu minimum d'insertion" (Rmi) e consiste in un'integrazione del reddito di circa 425 euro mensili a persona di età minima 25 anni. Il contributo non è fisso, perché sale nel caso di coppie e figli a carico.
Germania - Si chiama "Arbeitslosengeld" e garantisce ai disoccupati, oltre ad un reddito minimo garantito mensile di 345 euro, anche le spese per l'affitto e il riscaldamento. È richiesta un'età compresa tra 16 e 65 anni.
Regno Unito - Si chiama "Income-based Jobseeker's Allowance" e garantisce un reddito mensile di 300 euro a tempo illimitato, con l'aggiunta di sussidi specifici per i figli. È richiesta un'età minima di 18 anni e massimo dell'età pensionabile, di essere alla ricerca attiva di un lavoro, di essere disoccupati o lavorare mediamente per un massimo di 16 ore settimanali, variabile in base al reddito percepito.
Norvegia - Si chiama "Stonad til livsopphold" ed è la forma più radicale: una sorta di "reddito minimo di esistenza" di circa 500 euromensili, erogato senza particolari restrizioni e senza limiti di età.
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