2. REGOLE DA SCRIVERE IN COSTITUZIONE
Scritto da
albert.z, il 11-10-2012 18:54
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3. REGOLE DA SCRIVERE IN COSTITUZIONE
Scritto da
albert.z, il 11-10-2012 18:53
7)
Il Senato dei cittadini avrà 120 membri, estratti a sorte, tra i
cittadini che non sono mai stati eletti, e non sono candidati a organi
elettivi, con una preparazione culturale di diploma di Scuola media
superiore o laurea, età compresa tra 35 anni e 76 anni, con fedina
penale pulita e che non posseggono quote di società televisive, o
giornali, superiori al 5% e che hanno mandato la richiesta all'Ufficio
elettorale del Comune per le opportune verifiche, corredata dai dati e
sottoscritta da almeno 30 cittadini. I nomi che ne hanno diritto saranno
inviati all'Ufficio elettorale della Regione, che provvederà in
presenza di notaio e di un magistrato all'estrazione di un un senatore
ogni 500.000 abitanti, più tre di riserva. Il Senato ha il potere di
controllare le leggi approvate dalla Camera, dando un primo giudizio di
costituzionalità, bocciando leggi che assegnino privilegi ai
parlamentari, ed ai politici in genere, o leggi ad personam. Il Senato
controllerà che le Regioni siano fatte nel rispetto della Costituzione,
non debordino nei loro poteri legislativi e controllerà che gli stipendi
dei consiglieri regionali siano inferiori a 4,0 volte lo stipendio di
un impiegato di livello minimo, comprese eventuali indennità, mentre gli
assessori avranno 4,5 volte e il Presidente di regione non più di 4,7
volte lo stipendio base di un impiegato al livello minimo.
Scritto da
albert.z, il 11-10-2012 18:50
Il
federalismo all’italiana sta producendo sprechi inenarrabili.
Moltiplica e clona su scala locale i guasti “centrali”. Occorre
modificare le regole e attuare uno snellimento dell'organizzazione
dello Stato.
) Le macroregioni, non devono avere il potere di
autossegnarsi del denaro per stipendi, pensioni o benefit, che saranno
decisi dal Senato dei cittadini ( vedi n°7) in base al criterio di non
superare le 4 volte lo stipendio di un impiegato statale al livello
minimo. Le macroregioni devono amministrare alcune cose che per la
maggior vicinanza alla gente ed al territorio potrebbero dare migliori
risultati che una amministrazione centrale: trasporti locali, gestione
sanità locale, strade, scuole. Federalismo, con regole per gli apparati
decise dal Parlamento, per evitare che ogni regione decida le sue,
creando troppe disparità e spese eccessive: impedire ai vari Consigli
Regionali, Provinciali, Comunali, di assegnarsi denaro, sotto qualsiasi
voce, di decidere il numero dei consiglieri, degli assessori, impedire
di decidere l'istituzione di Enti, di commissioni, di decidere le
consulenze, senza aver avuto la preventiva autorizzazione di un organo
superiore, come il Senato dei cittadini, o della Corte dei Conti. Non
può esserci nessuna assegnazione di denaro ai partiti e ai gruppi,
tantomeno ai monogruppi. Ciò che deve essere autonomo è
l'amministrazione delle materie di competenza, ma non avranno alcun
potere su qualsiasi altra materia. E' tassativo il divieto alle Regioni
di avere ambasciate all'estero. Per le loro necessità ci deve pensare
l'ambasciata italiana, che potrà mettere a disposizione un ufficio unico
per le Regioni. E' fatto divieto agli organi locali di decidere spese
per servizi senza avere la copertura finanziaria. Occorre impedire le
assunzioni per scopi elettorali mettendo anche dei limiti al numero dei
dipendenti obbligando sindaci e dirigenti regionali a rispettare un
determinato rapporto tra impiegati e dirigenti, tra dipendenti pubblici e
cittadini.
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