giovedì 10 novembre 2011

La nostra politica


                                                                   Politica
Punti da tenere sotto controllo:

  1. Eliminanre una delle due camere e comporne una di circa 500 persone, (oggi da un minimo  di 945) ovviamente immagino che la nuova camera agisca con una maggioranza qualificata (2/3).
  2. Divieto di essere eletti per più di due mandati per la stessa carica
  3. Riduzione e cancellazione di numerosi privilegi  (FS, Aerei, Autostrada,Spettacoli (calcio teatro ecc.),  
  4. Diaria,  come qualsiasi lavoratore
  5. Rimborso spese al rapporto eletto ed elettori, cancellazione
  6. Assegno di fine mandato, cancellazione (o perlomeno solo se effettivamente si esce dal mondo politico appunto per far si che che si agevoli il politico ad rientrare nel mondo del lavoro)
  7. Assegno vitalizio (Cancellare, conteggiare la pensione come qualsiasi  cittadino)                                             
  8. Auto blu, Ridurli di gran lunga
  9. Contributi partiti e gionali , cancellazione                                                                       

Qui i costi della politica



Stipendi dei Deputati 
Indennità parlamentare è pari a 5.486,58 euro, al netto delle 
Ritenute previdenziali (€ 784,14) 
Assistenziali (€ 526,66) 
Quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.006,51) 
Ritenuta fiscale (€ 3.899,75).
Tot. Lordo  € 11.703,64   
Diaria:
Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma e ammonta a 4.003,11 euro mensili
Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata
Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori:
A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza. Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.
Spese di trasporto e spese di viaggio:
I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. I deputati, qualora si rechino all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro
Spese telefoniche:
I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro
Assistenza sanitaria:
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.
Assegno di fine mandato:
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).
80% di 11.703,64=9.362,91 x 5 anni Tot. legislatura = € 46.814,55  (Ho capito bene!!!)
Assegno vitalizio: 
Anche in questo caso, il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro - della propria indennità lorda.
Il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti

Riepilogo mensile
Ind. parlamentare        € 11.703,64
Diaria                         €   4.003,11
Rimborso                   €   4.190,00
Sp. Trasp.                  €   3.323,70 / 3    = 1107,90
Sp. Telef.                   €   3.098,74 / 12 =  258,23
Ass. Sanit.                 (praticamente con i 526 detratti dal lordo 11703)
Ass. fine mandato      46.814,55 / 60 = 780,24
Totale  € 22.043,12     NON VA BENE 

cmq i dati aggiornati li trovati qui
                                                      ---------------------------          

Stipendi dei Senatori
L'Indennità  è pari a 5.419,46 euro, al netto delle 
Ritenuta fiscali (€ 3.555,63) 
Quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 962,42)
Assegno di solidarietà  (€ 749,79) 
Assistenziali (€ 503,59) 
Nel caso di scelta reversibilità l'indennità scende a 5.178,86 euro
Tot. Lordo  € 11.190,89   

Diaria:
Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n. 1261 del 1965. La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 258,23 euro per ogni giorno di assenza del Senatore dalle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni qualificate e verifiche del numero legale. È considerato presente il Senatore che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata
Rimborso per spese inerenti i supporti per lo svolgimento del mandato parlamentare:
A titolo di rimborso forfettario per le spese sostenute per retribuire i propri collaboratori e per quelle necessarie a svolgere, anche nel collegio elettorale, il mandato parlamentare, al Senatore è attribuita una somma mensile di 4.678,36 euro, in parte (35% pari a 1.637,43 euro) erogata direttamente al Senatore medesimo ed in parte (65% pari a 3.040,93 euro) erogata al Gruppo parlamentare di appartenenza. Ai Senatori non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali

Spese di trasporto e spese di viaggio:
I Senatori usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza a Roma, è previsto un rimborso spese annuo pari a 13.293,60 euro, per il Senatore che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto o la stazione ferroviaria più vicina al luogo di residenza, ed a 15.979,18 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. Per i Senatori residenti a Roma ed eletti in collegi del Comune di Roma, il rimborso è corrisposto nella misura di 6.646,80 euro. Ad ogni Senatore è corrisposta, a titolo di rimborso, una somma forfettaria annua di 3.100 euro, a fronte delle spese sostenute per viaggi internazionali di aggiornamento.

Spese telefoniche:
I Senatori dispongono di una somma annua di 4.150 euro per le spese telefoniche.

Assistenza sanitaria integrativa:
E' previsto il rimborso delle spese sanitarie ai Senatori (anche cessati dal mandato ovvero ai titolari di trattamento di reversibilità, nonché ai rispettivi familiari) iscritti al servizio di Assistenza Sanitaria Integrativa nei limiti dell'apposito Regolamento, approvato dal Consiglio di Presidenza. Gli iscritti versano un contributo commisurato alle competenze mensili lorde (4,5% per i Senatori in carica; 4,7% gli altri) e quote aggiuntive per i familiari.
Trattenuta per l'assegno di solidarietà (a fine mandato):
Il Senatore versa mensilmente, ad un apposito Fondo, una quota pari al 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari ora a 749,79 euro. Al termine del mandato parlamentare, il Senatore riceve l'assegno di solidarietà (anche denominato "di fine mandato"), che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).
80% di 11.190,89=8.952,71 x 5 anni Tot. legislatura = € 44.763,55  (Ho capito bene!!!)

Trattenuta per l'assegno vitalizio:
il Senatore versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari ora a 962,42 euro, più il 2,15 per cento, come quota aggiuntiva per la reversibilità, pari a 240,60 euro - della propria indennità lorda
il Senatore riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età è ridotto al 60° anno ove siano state svolte più legislature
L'importo dell'assegno vitalizio varia da un minimo del 25 per cento ad un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.

Riepilogo mensile
Indennità                    € 11.190,89
Diaria                         €   4.003,11
Rimborso                   €   4.678,36
Sp. Trasp.                  € 13.293,60 / 12   = 1107,80
Sp. Telef.                   €   4.150,00 / 12   =   345,83
Ass. Sanit.                
Ass. fine mandato      44.763,55 / 60 = 746,06
Totale  € 22.072,05    NON VA BENE  

cmq i dati aggiornati li trovati qui
                                                   
Che dire considerando che uno stipendio medio di un operaio è di circa € 1.300,00 mensile netti
 
                                -------------------------------------
              
Gli assessori regionali guadagnano tra gli 8.000,00€ e i 12.000,00€ netti al mese
Gli assessori provinciali guadagnano tra i 4.000,00€ e i 7.000,00€ netti al mese
I sindaci guadagnano tra i 2.000,00€ e i 4.000,00€ netti al mese
Gli Europarlamentari guadagnano circa 5.000,00€ al mese netti più le indennità di presenza giornaliera           ( 250,00€) più altri rimborsi spese. 

 e fin qui mi sembra semplice capire ed eventualmente intervinere ma... 
Dallo studio della segreteria della Uil 
"Sono oltre 1,3 milioni le persone che vivono direttamente, o indirettamente , di Politica. 1.032 parlamentari nazionali ed europei, ministri e sottosegretari; 1.366 presidenti, assessori e consiglieri regionali; 4.258 presidenti, assessori e consiglieri provinciali; 138.619 sindaci, assessori e consiglieri comunali. circa 145.000                                                                   
 A questi vanno aggiunti gli oltre 12 mila consiglieri circoscrizionali (8.845 nelle sole città capoluogo); 24mila persone nei Consigli di Amministrazione delle 7mila società, Enti, Consorzi, Autorità di Ambito partecipati dalle Pubbliche Amministrazioni; quasi 318 mila persone che hanno un incarico o una consulenza elargita dalla Pubblica Amministrazione; la massa del personale di supporto politico addetto agli uffici di gabinetto dei Ministri, Sottosegretari, Presidenti di Regione, Provincia, Sindaci, Assessori Regionali, Provinciali e Comunali; i Direttori Generali, Amministrativi e Sanitari delle ASL; la moltitudine dei componenti dei consigli di amministrazione degli ATER e degli Enti Pubblici.                                                                                      Per il funzionamento degli Organi dello Stato centrale (presidenza della Repubblica, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e Corte Costituzionale, Presidenza del Consiglio, Indirizzo politico dei Ministeri) secondo il Bilancio preventivo dello Stato, quest’anno i costi saranno di oltre 3,2 miliardi di euro (82 euro medi per contribuente).
Per gli Organi di Regioni, Province e Comuni (funzionamento Giunte e Consigli) i costi ammontano a 3,3 miliardi di euro (85 euro medi per contribuente).
Per il funzionamento della Presidenza della Repubblica, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e Corte Costituzionale, per il 2011, sono previste spese per quasi 2 miliardi di euro. ecc.
link dell'articolo completo qui                                                                                                                                                                                                                                                                   



AGGIORNAMENTO da fonte giornalistica

Il trucco degli onorevoli
"Stipendi come l'Ue"

L'imperativo degli onorevoli è chiudere in fretta la questione. L'ondata di antipolitica è evidente e i toni sono già troppo alti. Dunque tra pochi giorni gli uffici di presidenza di Camera e Senato ritoccheranno gli stipendi dei parlamentari. La parola d'ordine è «adeguamento», che non significa riduzione. Sì perché è passato il principio che i compensi degli onorevoli italiani debbano essere nella media degli altri Paesi dell'Unione europea. Sulla carta l'idea funziona. Ma andando a confrontare gli stipendi la musica cambia. Deputati e senatori italiani, infatti, guadagnano più o meno come i colleghi degli altri Paesi. La differenza è che in Francia, Germania o a Bruxelles tanti servizi sono pagati e gestiti dal Parlamento e non direttamente dagli onorevoli. Lo stipendio vero e proprio si chiama «indennità» e ammonta precisamente a 5.486,58 euro netti al mese. La cifra è la stessa anche negli altri Paesi dell'Ue: 5.677 netti al mese per i deputati francesi, 6.350 per gli inglesi, 7.668, ma lordi, per i tedeschi. Un parlamentare europeo gaudagna, invece, 6.083,91 euro netti al mese. Ciò che fa lievitare lo stipendio degli onorevoli nostrani fino a 12 mila euro (non considerate le indennità aggiuntive come quelle dei presidenti di Commissione, dei segretari d'Aula o dei questori) sono le altre dotazioni: 4 mila euro al mese (ora ridotti a 3.500) di diaria, che serve a coprire le spese di soggiorno a Roma e 4.190 euro al mese per il «Rapporto eletto-elettori», utilizzati per pagare gli eventi politici e la segreteria (uno o due assistenti). A questi soldi si aggiungono i 3 mila euro all'anno per le spese telefoniche e i rimborsi per i trasferimenti da e per l'aeroporto. I viaggi, ovviamente, sono gratis. Tutti. Ogni onorevole, infatti, ha una tessera «magica». Funziona più o meno così pure negli altri Paesi, anche se la gestione è centralizzata: sono i singoli Parlamenti a pagare assistenti, uffici e trasporti ai deputati. Un sistema più trasparente visto che spesso alla Camera e al Senato i «portaborse» ricevono un compenso bassissimo. Stessa storia per i soldi che i parlamentari dovrebbero spendere per le iniziative politiche nel loro collegio di elezione. I fondi arrivano puntuali ogni mese, anche se la legge elettorale ha cancellato da tempo i collegi e dunque il rapporto con gli elettori. Salvo poche eccezioni. L'indennità dei parlamentari è equiparata allo stipendio dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione e prevede dodici mensilità. È leggermente più alta per i senatori (circa 200 euro al mese). Dal 2008 gli aumenti automatici sono bloccati. I deputati e i senatori hanno avuto finora un unico grandissimo vantaggio rispetto a quelli degli altri Paesi dell'Ue: il vitalizio. Il triplo rispetto a Francia, Germania e Gran Bretagna. Ancora di più rispetto ai parlamentari europei, a cui spetta una miseria. Invece in Italia è stato possibile andare in pensione anche a 50 anni con una sola legislatura alle spalle (5 anni) con 2.500 euro al mese. Fino a pochi anni fa andava ancora peggio: ci sono stati onorevoli che hanno ottenuto il vitalizio con un solo giorno di legislatura. Come vincere la lotteria. Ma le norme sono cambiate. Dal 1° gennaio 2012 anche i parlamentari passeranno al sistema contributivo, come tutti gli altri comuni mortali. Dunque gli attuali inquilini di Montecitorio e Palazzo Madama avranno un vitalizio leggermente inferiore (2.300 euro) mentre dalla prossima legislatura la pensione baby scomparirà. Dunque nei prossimi giorni gli onorevoli si «adegueranno» ai colleghi europei. Quindi, nella migliore delle ipotesi, rinunceranno a poche centinaia di euro al mese. Un trucco. Il provvedimento opportuno sarebbe piuttosto dimezzare il numero dei parlamentari o tagliare gli stipendi veramente, guadagnando di meno della media europea. Come succede a un operaio, a un professore o a un impiegato italiani. Categorie ben lontane dalla speranza di ottenere un «adeguamento» all'Ue.

Alberto Di Majo 
IL TEMPO.IT

13/12/2011



31/01/2012
Anocra oggi tutti ne parlano ma nessuno fà niente,
  • per tagliare il 50% dei parlamentari, 
  • per togliere i vitalizi, Leggi qui
  • per abolire il finanziamnto pubblico a partiti, Leggi qui
  • per abolire il finanziamento ai giornali, Leggi qui
  • per far si che ogni politico abbia la sua busta paga e basta senza fronzoli o rimborsi forfettari o addirittura rimborso per i compensi ai collaboratori e soprattutto basta al fatto che sono loro a decidere quando e quanto guadagnare, Leggi qui
  • per la non candidatura a più di 2 legislature, 


3 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. E inutile che ce la contano devon cancellare tutti i loro privilegi, devono ritornare tra i comuni mortali.

    E poi perchè mai, loro devono decidere quando e quanto guadagnare?

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  3. Nessuno ce lo spiega.......

    Super regalo a Morgan Stanley

    link
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/super-regalo-a-morgan-stanley/2173399/10

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