venerdì 23 dicembre 2011

Redito minimo garantito


"Il reddito minimo garantito" proprio in questi giorni se ne parla in ITALIA nella persona del ministro Fornero la quale sostieneche

Basterebbero 8 miliardi per attuare la misura


Non si spiega altrimenti il ritardo su una misura che garantirebbe a più persone un reddito minimo. Secondo Fumagalli le attuali forme di sostegno al reddito in caso di perdita involontaria del posto di lavoro riescono infatti «a coprire meno del 25% delle persone che si trovano in questa situazione e quasi tutto il mondo del precariato ne è escluso».
UNA POLITICA DI ASSISTENZA AL REDDITO. Un limite a cui si aggiunge che in Italia manca qualsiasi distinzione tra politiche di previdenza e di assistenza al reddito. «Queste ultime dovrebbero essere invece finanziate con la fiscalità generale dello Stato anziché essere parzialmente coperte con il bilancio dell'Inps», osserva Fumagalli.
Inoltre molti hanno sempre rifiutato l'idea di elargire un reddito minimo garantito per una questione di cassa. Ma in realtà quanto costerebbe una misura di questo genere?
GARANTIRE IL MINIMO DI 600 EURO AL MESE. Nel numero uno della rivista Quaderni di San Precario gli economisti hanno fatto una stima secondo la quale arrivare a garantire a tutti i residenti in Italia un livello di reddito pari alla soglia di povertà relativa (che è di circa 600 euro al mese, con variazioni a secondo della regione), richiederebbe al massimo 25 miliardi di euro.
«La misura però», sottolinea Fumagalli, «sostituirebbe una serie di aiuti frazionati che già lo Stato stanzia per una cifra di circa 15 miliardi». Quindi facendo i conti, il costo netto sarebbe «di 7-8 miliardi di euro, una cifra abbastanza abbordabile».
 
La mia considerazione, mi sembra troppo bello per essere vero  finalmente un gesto che permeterebbe a qualsiasi individuo la libertà quindi mi sembra un grande gesto di civiltà. (specialmente pensado a quante risorse vengono sprecate o indirizzate solo su alcuni) 

Il reddito minimo garantito è una forma di sostegno economico alla persona, che consiste nell'erogazione di un reddito di valore unico nei confronti di tutti i cittadini di un paese, indipendentemente dal loro reddito da lavoro, patrimonio o status professionale. Il fine è quello di consentire a ciascuno di soddisfare i propri bisogni di base (quali mangiare, avere una casa, vestirsi ed acquisire determinati beni culturali di base) e permettere così agli individui di gestire la propria vita più liberamente.
Caratteristiche tipiche del reddito minimo garantito sono quelle di essere: 
inalienabile e incondizionato: al contrario, ad esempio, dell'indennità di disoccupazione, che è condizionata alla ricerca di un lavoro; 
cumulabile con un reddito da lavoro;
corrisposto alle persone fisiche e non alla famiglia, così da promuovere l'autonomia dell'elemento più debole della famiglia, anziché il benessere della famiglia intesa come entità indivisibile.
Sinonimi sono: reddito minimo, reddito di cittadinanza, reddito sociale garantito, reddito universale, reddito minimo di esistenza.
La situazione in Europa
In Europa, solo Italia e Grecia non hanno mai introdotto, finora, il reddito minimo garantito, nonostante le ripetute prese di posizione del Parlamento europeo a favore di provvedimenti analoghi. Ecco come funziona nei principali paesi.
Francia - Si chiama "Revenu minimum d'insertion" (Rmi) e consiste in un'integrazione del reddito di circa 425 euro mensili a persona di età minima 25 anni. Il contributo non è fisso, perché sale nel caso di coppie e figli a carico.

Germania - Si chiama "Arbeitslosengeld" e garantisce ai disoccupati, oltre ad un reddito minimo garantito mensile di 345 euro, anche le spese per l'affitto e il riscaldamento. È richiesta un'età compresa tra 16 e 65 anni.

Regno Unito - Si chiama "Income-based Jobseeker's Allowance" e garantisce un reddito mensile di 300 euro a tempo illimitato, con l'aggiunta di sussidi specifici  per i figli. È richiesta un'età minima di 18 anni e massimo dell'età pensionabile, di essere alla ricerca attiva di un lavoro, di essere disoccupati o lavorare mediamente per un massimo di 16 ore settimanali, variabile in base al reddito percepito.

Norvegia - Si chiama "Stonad til livsopphold" ed è la forma più radicale: una sorta di "reddito minimo di esistenza" di circa 500 euromensili, erogato senza particolari restrizioni e senza limiti di età.





venerdì 9 dicembre 2011

LO MALE DELLO MONNO


Leggetelo è importante bisognerebbe stare più attenti a chi ci pilota e governa
Spiegherà che cosè il "signoraggio"
Si usa dire che “il più grande inganno del diavolo sia stato far credere all’umanità che lui
non esiste” ed è proprio grazie a questa diabolica tecnica che il signoraggio è padrone del
mondo ma in maniera trasparente per tutti noi
Aggiungiamoci anche la riserva frazionaria
La riserva frazionaria è legale, come era legale possedere schiavi alcuni anni or sono. La
riserva frazionaria permette di prestare 5.000 quando hai solo 100 e di quei 100, nessuno è
tuo.

fhttp://www.signoraggio.com/volantini/volantino_fumetti.pdf

Guardatevi questo video e anche se sara difficile venirne fuori almeno sappiamo di cosa si tratta.
CHI CREA IL DENARO?
IN BASE A CHE COSA LO CREA?
COSE' IL DEBITO PUBBLICO?
CHI E' IL CREDITORE DI QUESTO DEBITO?
IL SIGNORAGGIO

Chiunque fra noi ha una responsabilità di una famiglia sa che ogni mese bisogna far quadrare i conti, distribuendo con saggezza e oculatezza le spese in modo da soddisfare le esigenze senza scialacquare troppo. A volte arrivano delle spese impreviste non fronteggiabili con la liquidità disponibile in cassa o, per altri motivi (acquisto di una casa, di una macchina, ecc.) si accetta di ricorrere allo strumento del prestito.
Ora, se una famiglia fosse così indebitata da dover destinare il 19 per cento del proprio bilancio mensile …al pagamento del debito? dite voi, e invece NO! al pagamento SOLTANTO DEGLI INTERESSI SUL DEBITO, cosa pensereste di questa famiglia? Cosa pensereste della gestione del denaro che si fa in questa famiglia? Sicuramente il minimo che si possa pensare è che non ci sia stata nessuna pianificazione, nessuna accortezza, ma molto più probabilmente si potrebbe intravvedere un comportamento criminale (del tipo: mi indebito fuori misura tanto so che non pagherò mai, pagheranno i miei eredi, e via dicendo).
Bene…. questa è la situazione dello stato italiano.
Ora domandiamoci: chi ci governa è un demente stupido che non sa fare i conti? A volte si ha la tentazione di pensarlo ma la stupidità non è una caratteristica di chi riesce ad arrivare a certe posizioni di potere.
Bene. Se scartiamo la stupidità o l’inadeguatezza cosa ci rimane? Vediamo se riesco a spiegarmi con un esempio.
Se nel bilancio di una famiglia si decide di aumentare la quota parte destinata all’abbellimento della casa, a rinnovare l’arredamento, questo non può che far contenti chi vende mobili. Se nel bilancio dello stato, da un anno all’altro, vengono aumentate alcune voci di spesa, nell’esatto momento in cui queste modifiche si vengono a sapere il valore di borsa delle aziende interessate sale perchè, giustamente, si ritiene che possano beneficiare delle aumentate spese dello stato in questo o quel settore.
Ragioniamo sul denaro come se fosse una merce. Se uno stato è molto indebitato, chi ne trae i massimi benefici? Ovvio – chi quei soldi li ha prestati e da quel prestito trae utile (interesse). Uno stato indebitato fa la felicità dei banchieri. E che male c’è? vediamo il denaro come una qualsiasi merce, e il gioco è fatto. E invece no. Il denaro non è ricchezza, è misura della ricchezza.
I Banchieri, si badi bene, diversamente da chi produce in altri settori (auto, elettrodomestici, arance, formaggi, vestiti) NON HANNO PRODOTTO ALCUNA RICCHEZZA EFFETTIVA. Sì perchè il denaro è uno strumento, utile finchè si vuole, ma che ha valore solo in quanto chi lo adotta e lo utilizza e lo riconosce come mezzo universalmente accettato e riconosciuto; in sè stesso non ha alcun valore, paragonabile alle collanine di plastica dei villaggi turistici.
Voi direte: ma le banche non creano denaro, semplicemente fanno un servizio utile alla comunità come l’olio che permette agli ingranaggi di un motore di girare.
Falso, per due motivi.
Il primo è che le banche centrali dei singoli stati una volta, e la BCE oggi, non sono a capitale pubblico ma privato, e creano denaro dal nulla PRESTANDOLO allo stato (signoraggio primario).
Il secondo è che, grazie al meccanismo della riserva frazionaria (=movimento molto più di quello che ho a disposizione tanto nessuna verrà mai a ritirare i soldi dal conto) la banca di fatto crea, ancora una volta dal nulla, di fatto una liquidità inesistente (signoraggio secondario).

Ascoltate da questo link

venerdì 2 dicembre 2011

Vitalizio !!!!!!

Il vitalizio dei nostri politici   (02.12.2011)
Attualmente sono in vigore tre differenti situazioni a seconda che un parlamentare sia stato eletto
prima del 1994,
prima del 2006,
dal 2006 in avanti.
In ciascun periodo sono cambiati gli importi conseguibili, il tempo necessario
anche un solo giorno per gli eletti fino al 1994,
2 anni e sei mesi per quelli entrati fino al 2006,
5 anni per gli eletti dal 2006,
l’anno di inizio del beneficio (60 anni fino al 2006, 65 anni dopo), la possibilità di anticipo in funzione del numero di anni da parlamentare (senza limiti per gli eletti fino al 1994, fino a 60 dopo).

Alcuni esempi di vitalizzi per i quali con le nuove misure (Monti) non cambierà nulla
Ilona Staller (al secolo Cicciolina) che ha compiuto 60 anni qualche giorno fa e da questo mese percepirà 3.108 euro (con le nuove regole avrebbe dovuto aspettare altri 5 anni).
Giuseppe Gambale, entrato ragazzino nel 92', è andato in pensione nel 2006 a 42 anni con 8.455 euro lordi al mese e continuerà a prenderli
Antonio Martusciello, Fi, , 46 anni, dal 1° maggio 2008, intasca 7.959 euro lordi al mese di vitalizio;
Rino Piscitello, Pd, 47 anni e mezzo;
Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), 49 anni, deputato dal 1992, 16 anni di mandato effettivo, vitalizio di 8.836 euro lordi al mese;
Enrico Boselli (Sdi), 51 anni, 4 mandati e 7.958 al mese;
Oliviero Diliberto, già segretario del Pdci, 52 anni; ricevono 6.203 euro al mese:
Mauro Fabris (Udeur) e Franco Giordano (Prc) entrambi da quando avevano 50 anni,
Stefano Boco (Verdi), 52 anni,
Vittorio Sgarbi, 55 anni, con 8.455 euro al mese
Carlo Leoni (SD), 53 anni,
Gloria Buffo (SD) 54 anni,  e tanti altri
Così gli ex senatori Edo Ronchi (Pd), da 58 anni,e Willer Bordon, da 59 anni: entrambi con il massimo del vitalizio senatoriale di 9.604 euro.
Così come continueranno a percepire i vitalizi le vedove ( o i vedovi) degli ex parlamentari scomparsi

nuove regole con il passaggio al sistema contributivo
L’unica parte del provvedimento annunciato ieri, che colpisce tutti, è che da questo momento in avanti l’età di percezione è a 65 anni, riducibili fino a 60 in caso di più legislature
e poi .......
il fondo trattenuto al parlamentare ogni mese (circa 1000 euro). Dopo 5 anni verrebbero versati circa 60.000 euro, che permetterebbero a 65 anni di percepire un vitalizio di circa 500 euro mensili. Ma i parlamentari non si accontentano e pretendono lo stesso trattamento previsto per i precari (i contributi, pari a circa il 30% delle somme pagate vengo versati per un terzo dal dipendente e per due terzi dal datore di lavoro). Il Parlamento, di conseguenza, sarà chiamato d’ora in avanti a sostenere ogni mese e per ogni parlamentare un costo di circa 2.000 euro: ciò darà luogo alla erogazione di un vitalizio da parte dell’Inps, a partire dal compimenti dal 65° anno in poi di circa 1.500 euro mensili.
In conclusione e per riassumere, le nuove regole:
-non toccheranno il passato e gli ex parlamentari continueranno a percepire lo stesso assegno ed in futuro anche coloro che, essendo attualmente in carica, cesseranno dal mandato. Dunque per almeno 20 anni i cittadini italiani dovranno sborsare non meno di 200 milioni di euro all’anno; NON VA BENE
visto che la differenza tra 200 ml che si prenderanno e 17 ml versati li paghera quarda caso NOI
-vi sarà un modesto effetto di riduzione dei costi in relazione ai parlamentari che “andranno in pensione” a 60 anni, pur avendo la possibilità di farlo, con le vecchie regole, a meno di 60;
-dal prossimo anno con il passaggio al sistema contributivo i contribuenti italiani dovranno sopportare un ulteriore onere di circa 25 milioni di euro all’anno, per la quota contributiva a carico del Parlamento (due terzi dei contributi).

Quindi perchè mai i nostri cari politici dovrebbero prendere due pensioni una appunto dal proprio ente previdenziale e una dallo stato? non sarebbe sufficiente che i contributi venissere versati all'ente appropriato e che come qualsiasi essere umano al raggiungimento dell'eta pensionabile gli si venga data "la pensione" e non "le pensioni" 
forse come ha detto Mario Pepe (brrrr) "fare le leggi non è un lavoro normale" ammazza e che sarà mai, a giusto devono pensare pensare e ancora pensare forse come fotterci.